Home Persone Noemi, i giudici lasciano i genitori senza risposte

Noemi, i giudici lasciano i genitori senza risposte

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Era stata salutata in maniera commovente Noemi Carrozza, campionessa di nuoto sincronizzato, morta il 15 giugno scorso sulla Cristoforo Colombo dopo una caduta rovinosa con il suo scooter. La sua allenatrice Fabiana si era rivolta a lei con queste parole: “In acqua eri un miracolo. Ti ritroveremo in ogni goccia d’acqua e ti vedremo sorridere ancora. L’inizio di tutto sei sempre stata tu: buon viaggio Noemi”. Il fratello Marco l’aveva salutata così: “Sei andata via troppo presto. Mi hai insegnato a non abbattermi mai”.

Qualche giorno dopo Papa Francesco ricevendo in udienza i membri della Federazione Italiana Nuoto ha ricordato Noemi con queste parole: “Penso a Noemi, la vostra compagna tragicamente scomparsa pochi giorni fa a Roma. Ho pregato per lei e per la sua famiglia e oggi la ricordo insieme con voi“. Ma in queste ore è arrivata una cattiva notizia per i genitori di Noemi. L’autopsia aveva escluso un malore della ragazza. L’ipotesi più probabile erano le cattive condizioni del manto stradale, che avrebbe fatto perdere a Noemi il controllo del mezzo. Un’ipotesi che sembrava confermata dai testimoni oculari dell’incidente. Di queste ore la notizia che rende ancora più assurda e inaccettabile la morte  di Noemi. La perdita del controllo da parte della ragazza non sarebbe stato causato dalle cattive condizioni del manto stradale. E’ quanto emergerebbe dai primi rilievi effettuati dalle Forze dell’Ordine su delega della Procura di Roma. Secondo gli inquirenti su quel tratto di strada non c’erano buche, avvallamenti dell’asfalto o radici che potrebbero aver causato la perdita ci controllo dello scooter.

Noemi Carrozza,, nessuna rispostaDopo la tragedia i pm di piazzale Clodio hanno avviato un’indagine per omicidio stradale. Ma ora i genitori rischiano di non avere alcuna risposta, alcuna spiegazione logica per tentare di farsi una ragione per quanto accaduto

Martedì sui social era apparsa una lettera di Graziella Viviano, mamma di Elena Aubry, la 26enne, morta il 7 maggio mentre percorreva via Ostiense in scooter. “Mia figlia aveva tutto quello che serve a un motociclista per non morire, ma su quella strada c’è tutto quello che può uccidere un motociclista”, ha scritto la donna che aveva già denunciato la pericolosità delle strade della Capitale. “Siamo condannati a muoverci su queste strade e dobbiamo auto-difenderci”