Home Sport Błaszczykowski, capitano della Polonia, ricorda la morte tragica di sua madre

Błaszczykowski, capitano della Polonia, ricorda la morte tragica di sua madre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:08
CONDIVIDI

E’ il capitano dell Polonia ai Mondiali di Russia. Ha una storia tragica alle spalle, Jakub Blaszczykowski, segnata da un’infanzia tristissima e da un delitto.  La sua vita, invece è segnata dalla fede: “Io non mi vergogno di Gesù‘ dice.

Błaszczykowski il capitano della Polonia: "Ogni gol è per mia madre"Il difensore della Nazionale polacca ed ex Fiorentina, 32 anni, l’ha raccontata nella sua autobiografia «Kuba». Blaszczykowski nasce  a Częstochowa, luogo di straordinaria importanza per la fede tradizione religiosa polacca. La città è un importante luogo di pellegrinaggio e conosciuta in tutto il mondo per il suo santuario. Il santuario di Częstochowa, dov’è presente la “Madonna Nera è uno dei più importanti centri di culto cattolico nazionali,Tutto inizia in una notte del 1996: la notte in cui suo padre uccise sua madre, Anna, davanti ai suoi occhi. Aveva appena dieci anni. Una tragedia che lo lascia sconvolto, per cinque giorni non riesce a muoversi dal letto: davanti agli occhi l’immagine del padre, Zygmunt, che accoltella la madre Anna.

«Non dimenticherò mai quel giorno, mi ha sconvolto la vita, ma mi ha anche dato la forza per andare avanti e diventare quello che sono. Adesso non mi spaventa nulla, ho già vissuto il peggio» racconta. Il padre viene condannato a quindici anni di carcere e a crescere Jakub ed il fratello Dawid sono la nonna materna, Felicja Brzeczeck, e dallo zio Jerzy. La nonn è una donna all’antica molto legata alla religione, ha insegnato ai due nipoti a vivere seguendo  il cattolicesimo, ad andare a Messa e a pregare ogni giorno. Con l’aiuto della fede Jakub è riuscito a superare il trauma della morte della madre mentre lo zio Jerzy, ex centrocampista, a inseguire il sogno del calcio.

Błaszczykowski il capitano della Polonia, cresciuto dalla nonna dopo la morte della madre

Un sogno che insegue fino ad arrivare ai massimi livelli, a Borussia Dortmund, alla nazionale polacca. Ma senza mai dimenticare il giorno che ha sconvolto la sua vita. E ogni volta che segna un gol, alza occhi e mani al cielo. E lo dedica a lei, sua madre Anna.

 

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Leggilo.Org scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]

Se hai idee diverse dalle nostre puoi contribuire ai contenuti di questa pagina scrivendo per 'ControLeggilo' una rubrica dedicata alle tue opinioni. I contributi migliori saranno pubblicati. Scrivici al seguente indirizzo: [email protected]