Home Cronaca Franco Birolo, respinta la richiesta di risarcimento dei familiari di Igor Ursu

Franco Birolo, respinta la richiesta di risarcimento dei familiari di Igor Ursu

CONDIVIDI

La Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento presentata dai familiari di Igor Ursu, il ragazzo moldavo ucciso dal tabaccaio Franco Birolo durante un tentativo di rapina a Civè di Correzzola, nel padovano.

Nella notte tra il 35 ed il 26 aprile  2012 Ursu entrò nella tabaccheria insieme a dei complici, almeno due. Franco Birolo capisce che nel suo negozio, sotto l’abitazione sta avvenendo qualcosa di molto grave. «Ero a letto e dormivotranquillamente – racconterà in seguito – quando ho sentito un forte botto che ha fatto scattare il mio allarme». Gli basta un attimo per decidere che deve armarsi. La moglie Tamara Fabbian è al suo fianco terrorizzata. Si sveglia anche la figlia piccola.

«Ho caricato la mia Glock calibro 9 e sono sceso. Ho fatto lentamente le scale perchè volevo arrivare senza farmi vedere nell’ufficio che confina con il negozio con una tenda». Franco Birolo disse di averne visto quattro persone. «Quando sono uscito dalla tenda dell’ufficio e mi sono trovato davanti un bandito che passava le stecche di sigarette. Ho urlato che ero armato. E l’individuo che avevo davanti ha cercato di fuggire. Gli ho puntato la pistola e l’ho minacciato. Ed è stato in quel momento che è spuntato alle mie spalle un altro individuo. Ha saltato il banco del negozio e mi è passato sulla sinistra per scappare». É a questo punto che il tabacciaio premette il grilletto e colpì a morte il giovane moldavo, con un solo colpo.

In primo grado, nonostante la richiesta del pm di assoluzione per eccesso colposo di legittima difesa, il giudice condannò Birolo a due anni e otto mesi di reclusione e al risarcimento di 325mila euro da corrispondere alla famiglia  del ragazzo ucciso. La sentenza fu ribaltata dalla Corte d’Appello di Venezia che, nel marzo del 2017, assolse Birolo.

Matteo Salvini, ora Ministro dell’Interno commentò così la notizia:

Assolto in appello Franco Birolo, il tabaccaio padovano che nel 2012 uccise un ladro (moldavo) entrato di notte nel suo…

Pubblicato da Matteo Salvini su Martedì 14 marzo 2017

«Posso dire una cosa prima di tutto? Io parlo, ci tengo a raccontare queste cose, quello che ho vissuto, perché la mia storia non deve essere dimenticata. Non per me, ma per tutti quelli come me che hanno vissuto una situazione simile e che vengono dimenticati una volta finito il clamore mediatico. Perché quello che mi è successo, può accadere a tutti». Così si espresse il tabaccaio dopo che fu assolto e decise di vendere la tabaccheria di Civè di Correzzola per diventare contadino. «La pistola però quella la tengo, non è mica detto che una cosa del genere non possa ricapitare. Vivo nella paura che quella notte torni di nuovo».

Una sentenza contro la quale Angela, sorella di Igor Ursu aveva presentato ricorso in Cassazione, chiedendo che fosse ripristinato il risarcimento stabilito dal primo grado. La Suprema sulla richiesta hanno emesso sentenza: il ricorso presentato dai familiari della vittima è inammissibile.

L’esito non era scontato: il Procuratore Generale di Roma aveva chiesto che fosse accolto il ricorso della sorella del ladro, presente in aula con la madre. Il Procuratore tirando in ballo il commodus discessus previsto dal diritto romano – sosteneva che il tabaccaio avrebbe dovuto aspettare dentro in casa che i ladri finissero il loro lavoro, nascondendosi. E avrebbe dovuto evitare di assumere qualunque iniziativa. Tesi vanficata dalla sentenza della Corte, che chiude definitivamente una vicenda durata sei anni.