Home Spettacolo e Gossip Alfonso Signorini: “Così ho capito di avere il cancro”

Alfonso Signorini: “Così ho capito di avere il cancro”

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Signorini parla del cancro

La malattia non chiede mai il permesso. Arriva quando meno te lo aspetti. In tutti questi anni ho conosciuto tanta gente, tante storie“.

Alfonso Signorini parla per la prima volta del cancro che, prima di sconvolgere la vita a Nadia Toffa, ha “bussato” nella sua vita qualche anno fa, nel 2014.  “Il 23 dicembre ero in diretta a Kalispera! C’erano ospiti Christian De Sica e Sabrina Ferilli e non smettevo di sudare. A mezzanotte avevo 40 di febbre. Terminai la serata e andai al pronto soccorso del San Raffaele”. Inizia così il suo racconto a La Verità. Un racconto nel quale il direttore di Chi parla della sua malattia, della quale è venuto a conoscenza nel 2014: “Mi fecero gli esami, mi diedero un antipiretico e mi mandarono a casa. La mattina dopo, vigilia di Natale, mi chiamarono: “Lei ha una leucemia mieloide, non si muova, ci vediamo il 27 per iniziare le cure”. Da lì, un percorso fatto di cure e poi finalmente la guarigione: “La leucemia mi ha fatto capire il valore delle cose”, dice ancora Signorini.

Il giornalista ha confessato di aver sofferto molto e ha ricordato come ha scoperto di essere malato, riportando anche il suo duro percorso verso la guarigione. La terapia ha avuto successo ma Signorini ha scelto a lungo di non parlare di quella dolorosa parentesi della sua vita.
Oggi Signorini è tornato alla sua quotidianità e al suo lavoro, ammettendo che anche un brutto momento, come quello che ha vissuto per il cancro, gli è stato utile per riscoprire le cose per lui importanti della vita.
Qualche tempo fa aveva accennato qualcosa in un’altra intervista, dichiarando: «La malattia è stato un incidente frontale ma sono arrivato a considerarlo una benedizione, un dono». Il giornalista ha deciso si impegnarsi in prima persona nelle campagne di sensibilizzazione e di raccolta fondi. In un suo recente post su Instagram il giornalista invita i suoi follower a fare altrettanto: “Ho vissuto momenti felici grazie alla ricerca e all’assistenza di professionisti che mettono cuore e testa in quello che fanno. Per questo –  scrive – è importante finanziare la ricerca. Fatelo anche voi. Perché non sono sempre problemi degli altri“.