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50 arresti cardiaci in 6 giorni, l’incredibile calvario della povera Katia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:53
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arresto cardiaco
(Websource/archivio)

E’ davvero incredibile e drammatica la vicenda di Katia, una ragazza di 31 anni originaria di Napoli, ma residente da tempo a Roma.

La giovane donna si trovava in vacanza durante il periodo di Pasqua a San Giorgio a Cremano quando improvvisamente il suo cuore è impazzito. Katia, mamma di una bimba di 3 mesi, ha avuto tra il 31 marzo e il 5 aprile ben 50 arresti cardiaci con una situazione medica e clinica che si aggravava di ora in ora e peggiorava ogni volta che il suo cuore si fermava per poi ripartire. Negli ultimi drammatici istanti Katia è arrivata ad avere un arresto cardiaco ogni 15 minuti, una situazione disperata di fronte alla quale anche i medici dell’ospedale del Mare di Napoli non sanno più cosa fare, come riportato da Il Corriere della Sera.

Ad un certo punto decidono di inviare gli elettrocardiogrammi della donna ad un ex collega che lavora da anni a Milano. Si dispone un ultimo disperato tentativo molto rischioso per la vita della donna: trasferirla d’urgenza da Napoli a Milano, l’unico modo per salvarle la vita. La Regione Campania mette immediatamente a disposizione un aereo militare, durante il volo il team di medici rianimatori devono usare il defibrillatore più volte di fronte ai continui arresti cardiaci di Katia. L’aereo atterra a Linate e Katia viene portata d’urgenza  al Policlinico San Donato. Solo durante questo ultimo tragitto la donna ha 8 arresti cardiaci. All’arrivo in ospedale è pronta la sala operatoria di elettrofisiologia.

Il Dottor Carlo Pappone spiega cosa è accaduto dopo: “La grave aritmia di Katia è una fibrillazione ventricolare provocata da alcune cellule impazzite nel sistema elettrico del cuore. Bisogna eseguire un’ablazione (introduzione di un catetere all’interno del cuore, n.d.r.) particolare, difficile ma possibile. Bisogna raggiungere il punto esatto ed intervenire. L’operazione è eccezionale perché per agire ci sono solo pochi secondi a disposizione, tra una fibrillazione e l’altra. Nel mondo, questo intervento è già stato eseguito, ma il bersaglio era fisso e la fibrillazione era avvenuta in precedenza, nei giorni o nei mesi precedenti, consentendo dunque una precisa localizzazione del problema”.

L’intervento riesce, si temono danni al cervello della donna che invece dopo pochi giorni esce dal coma. Sta bene e può raccontare con la sua voce quello che ha vissuto: “Oggi vivo la mia nuova vita. E sono ancora incredula per tutto quello che mi è accaduto”. Il marito Fabio aggiunge: “Due équipe lontane un migliaio di chilometri l’una dall’altra, ma appartenenti alla stessa Italia, accomunate da competenza e impegno hanno salvato mia moglie da una morte certa”.

F.B.

Fonte: Il Corriere della Sera

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