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La bara di Giada in corteo, così ha voluto la mamma: “Molti si salveranno, grazie a lei”

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Nella Chiesa Parrocchiale di S. Eustachio Martire, parte alta di Sesto Campano, si sono svolti i funerali di Giada Di Filippo. La salma della ragazza è arrivata poco prima delle esequie  presso la sede comunale di Sesto per essere accompagnata in corteo sino al citato luogo di culto, espressamente voluto dalla madre della giovane. Sesto Campano e la frazione Roccapipirozzi dove la famiglia Di Filippo risiedeva le hanno dato l’estremo saluto. La studentessa si è lasciata cadere dai piani superiori dell’ateneo partenopeo nel giorno che sarebbe dovuto essere della sua laurea e che invece si era tramutato in autentica tragedia, tanto da scuotere profondamente entrambe le comunità di Sesto Campano e Roccapipirozzi, dove la famiglia Di Filippo e la stessa Giada sono benvoluti da sempre.

Amici e parenti hanno affollato la chiesa nel suo paese d’origine, dove il sindaco ha proclamato il lutto cittadino. Nessuna delle persone vicine a Giada ha capito i suoi propositi suicidi e nessuno ha scoperto che la giovane non ha frequentato l’università. “Di Giada conoscevamo il sorriso dolcissimo, ma non immaginavamo la fragilità” ha detto il sindaco di Sesto Campano.

Forse la ragazza non è morta invano.A distanza di 48 ore, infatti, è boom di richieste di aiuto per gli studenti universitari. Visto il dramma di Giada – e probabilmente in preda alla paura – hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto. Forse perché Giada non era l’unica che costruiva castelli di bugie sulla sua laurea.

Le mail destinate al centro Sinapsi, servizio di assistenza psicologica dell’Ateneo dell’Università Federico II di Napoli, crescono ora dopo ora. Adesso sono arrivate a quota 30: prima del drammatico evento, il centro Sinapsi ne riceveva un terzo alla settimana.Ognuna di queste parla infatti di ragazzi in preda a stati d’ansia causati dalla loro carriera universitaria, quali si dicono bloccati o demotivati.