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“Ho visto Davide morto nella camera ardente. E lui mi ha aiutato, ancora una volta”

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“Non mi sono ancora dato una spiegazione per quanto successo, avrei accettato di più se fosse avvenuto in campo, quando il cuore è sotto stress, ma così… è dura”. A parlare è Riccardo Saponara tornato alla Fiorentina dopo un lungo periodo di difficoltà private che ha voluto della sua rinascita sportiva, nella quale un ruolo chiave l’ha avuto Davide Astori. Del calciatore morto per una patologia cardiaca ignorata, racconta: ”

Ogni tanto negli spogliatoi ci capita di ricordarlo, di pensare a lui, ma non è facile. Ci chiediamo lui cosa avrebbe detto o fatto, ma è dura. Il suo nome è un po’ tabù. Facciamo fatica a pronunciarlo. Abbiamo deciso di andare avanti, per lui e per noi, ma sembra che molti si stiano tenendo dentro una grande sofferenza – ha dichiarato -. Quando mi ritorna in mente? Per esempio al momento della colazione, nei ritiri prepartita. Io e Marco Sportiello siamo sempre i primi a scendere: assonnati. Davide, invece, arrivava sempre cinque minuti dopo di noi e immancabilmente entrava in sala con un sorriso radioso, senza un motivo apparente. Dava un bel ‘buongiorno!’ squillante. Dava energia e serenità”.

Dalla morte di Astori la Fiorentina non ha più perso. E’ stato come se di perdite ne avesse subita una, ma che d sola bastasse per quanto era stata enorme e traumatica. Ma la reazione del gruppo è stata unica

“Quest’anno sono rimasto parecchio ai margini per colpa degli infortuni, subito dopo la sua morte ho pensato: ‘Adesso è proprio finita, è la botta finale, non mi rialzo più’. Poi, insieme a pochi altri ai quali la famiglia aveva concesso questo privilegio, ho visto Davide nella camera ardente e mi è scattato dentro qualcosa. Al funerale ho finito le lacrime, ho accettato il dolore e la mia fragilità, come non avevo mai fatto prima per paura di passare per un debole. Invece, mostrarmi per quello che sono mi ha reso più forte. È l’ultimo regalo che mi ha fatto Davide”,