Home Casi Gli ultimi istanti di Marco Vannini: “Disperato, chiedeva di vedere la madre”

Gli ultimi istanti di Marco Vannini: “Disperato, chiedeva di vedere la madre”

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vannini
(Websource/archivio)

Siamo ormai prossimi alla sentenza sullla morte di Marco Vannini, in aula il 21 marzo, il 4 e il 18 aprile, dove verranno decise le sorti di tutti gli imputati nella morte di Marco Vannini, il giovane ucciso da un colpo di pistola, il 17 maggio del 2015, mentre si trovava ospite a casa della fidanzata Martina Ciontoli. Una morte che coinvolge l’intera famiglia: quella sera nella villetta a Ladispoli c’erano tutti. Oltre alla fidanzata erano presenti Antonio Ciontoli, luogotenente della Marina Militare di 48 anni, la moglie Maria, il fratello Federico e la sua fidanzataViola Giorgini. L’intera famiglia Ciontoli è accusata di omicidio volontario, mentre Viola è accusata di omissione di soccorso.

Fra pochi giorni si ripartirà da un punto cruciale: nel corso dell’ultimo confronto, il 29 gennaio scorso, sono stati ascoltati gli operatori del 118 che hanno soccorso Marco. Tra questi la responsabile del 118 Anna Maria Matarese, interrogata davanti alla Corte come testimone della difesa. Gli avvocati degli imputati hanno cercato di dimostrare che sono stati gli operatori del 118 a sottovalutare le condizioni in cui versava Marco compiendo con un errore di attribuzione del codice che potrebbe essergli stato fatale.  Anna Maria Matarese ha replicato senza incertezze sul punto:affermando che se nelle prime chiamate i Ciontoli avessero detto la verità in merito al colpo d’arma da fuoco, Marco Vannini sarebbe stato soccorso subito con l’elisoccorso.

L’infermiera Cinzia Avanzo di essere stata colpita dallo stato d’agitazione di Marco che continuava a ripetere: “Massimo aiutami” e chiedendo fino all’ultimo della madre. Anche il medico del 118, che tentò di salvargli la vita ha confermato la dichiarazione dell’infermiera sulle ultime parole del 20enne.

Il medico Giuseppe Tornese ha riferito di aver chiesto più volte ai Ciontoli cosa fosse successo: “Riferivano che il giovane era un appassionato di armi e che avrebbe gareggiato con il suocero”. Tornese ha inoltre aggiunto: “Ho chiesto se qualcuno potesse darmi ulteriori informazioni e si sono avvicinati tre signori: due erano i genitori di Marco, dai quali ho avuto la sensazione che anche loro fossero a conoscenza di una ferita d’arma da fuoco superficiale; la terza persona era un giovane – si riferiva a Federico, il fratello di Martina. Mi disse che aveva provato a spiegare ciò che era successo all’operatrice del 118 ma quest’ultima non l’aveva creduto“.