Home Persone “Antonietta ha perdonato Luigi”. Perchè non può averlo fatto, non ancora

“Antonietta ha perdonato Luigi”. Perchè non può averlo fatto, non ancora

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Antonietta Gargiulo avrebbe perdonato Luigi per l’orrendo delitto del 28 febbraio quando, dopo averla colpita ripetutamente le strappava la borsetta, prendeva le chiavi di casa e correva all’impazzata verso casa, mentre lei, la moglie, gridava alle sue spalle, temendo per le figlie. E aveva ragione. Salito entrava in casa. Da quello che si è appreso la piccola Martina dormiva. Alessia invece era sveglia,per aver sentito le  grida della madre, o si è svegliata poco dopo quando Luigi Capasso è entrato in casa.

Antonietta Gargiulo si è svegliata dal coma, dopo l’aggressione da parte del marito Luigi Capasso, il giorno prima del funerale di Alessia e Martina. Non  ricordava nulla di quanto accaduto, no poteva parlare. La memoria di quanto accaduto le è stata sollecitata un po’ alla volta, con domande a cui lei rispodeva sbattendo le palpebre.  E arrivato alla fine il momento in cui lei è stata messa al corrente della tragedia. Non ha fatto altro che “stringere il lenzuolo per due minuti” racconta chi era presente. E nient’altro. Dopo, con tutta probabilità è stata sedata.

Durante il funerale delle piccole il parroco di San Valentino, a Cisterna di Latina dove si è consumata la tragedia ha chiesto di pregare anche per i padre, Luigi Capasso  «Anche Antonietta lo ha perdonato» ha detto «Durante la preghiera dei fedeli, alle quattro già inserite, ho deciso di aggiungerne un’altra per il padre, perché anche la famiglia Gargiulo lo ha perdonato. Stamattina al cimitero li ho incontrati e mi hanno detto che sia loro che Antonietta lo hanno perdonato».

Nulla da dire sul perdono, nè sulle parole del parroco, che deve aver ascoltato il resoconto dei familiari con sollievo. Ma, obiettivamente, riuscire a credere che una donna, ferita gravemente e operata più volte, appena riemersa da uno stato d’incoscienza, sedata, impossibilitata a parlare, frastoranta dal dolore e ancora sedata abbia avuto coscienza e contezza di quanto accaduto e l’abbia elaborato al punto da accordare quella sera stessa il proprio perdono all’uomo che ha ucciso le sue bambine resta difficile da credere. E se così fosse non sarebbe difficile pensare che è stato un atto di poca coscienza, forzato o frainteso.  Antonietta sembra certamente capace di perdonare: l’amore con cui ha tentato di proteggere le figlie induce a credere che sia capace anche di questo passo. Sarebbe un gesto strordinario di misericordia, forse l’unica risposta possibile all’orrore provocato quella mattina. Ma il perdono è anche un bene prezioso quanto più è sofferto e ponderato. Quello che i parenti hanno riferito sembra al momento più un auspicio che una circostanza reale, almeno non nella sua coscienza e pienezza. Perchè il perdono, quello vero, ha bisogno di tempo. Così come le ferite hanno bisogno di tempo per rimarginarsi. A questa donna, a cui è stato tolto tutto, sia concesso almeno il tempo e la libertà di decidere.