Home Cronaca Davide Astori, quelle due terribili coincidenze che possono essergli costata la vita

Davide Astori, quelle due terribili coincidenze che possono essergli costata la vita

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Ora che Davide Astori è andato per sempre e riposa in pace, dopo il saluto dei suoi cari e di Firenze, resta la domanda sulla sua morte giovane e improvvisa: poteva salvarsi? E’ stata una fatalità ineluttabile o questo destino è stato segnato da coincidenze evitabili?  Forse sì. Davide era uno dei giocatori che dormiva in stanza da solo. Questo potrebbe essergli stato fatale, cerchiamo di capire perché.

Davide sarebbe spirato a causa di una «morte cardiaca senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica» ha spiegato Rocco Damone, direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, a Firenze: «In gergo si chiama morte elettrica. Quel “senza evidenze macroscopiche” significa che non sono state trovate alterazioni delle strutture, nessun segno di infezione o altro» .il cuore si è fermato senza apparenti motivi: «Si parla di “bradiaritmia” come una delle possibili cause, È un’aritmia a bassa frequenza: il ritmo cardiaco si riduce talmente tanto che non è in grado di far ripartire i meccanismi fisiologici. È raro che colpisca un ragazzo di 31 anni, controllato e all’apparenza sano, ma può accadere». In altre parole, spiega l medico la «morte elettrica blocca il sistema elettrofisiologico del cuore. L’impulso elettrico può fermarsi all’origine, nel nodo seno atriale, oppure subire un disturbo durante la sua conduzione. Rallentare, appunto, fino al blocco».

Ulteriori test su eventuali cause genetiche verranno resi disponibili entro due mesi, ma non è detto che riescano a spiegare i motivi di quell’aritmia letale: «Può darsi che non emerga nulla e la causa scatenante resti ignota. È possibile che Davide si sia coricato senza accusare sintomi», afferma Damone. «In casi come quello trapassi dal sonno alla morte senza renderti conto di nulla». Se Davide fosse stato colto dallo stesso disturbo da sveglio, forse poteva essere salvato. Ma Davide era solo «Se il cuore si blocca è comunque una situazione disperata» conclude il medico. Una possibile salvezza potrebbe essere rappresentata dalla defebrillazione. In merito il professor Filippo Crea, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari al Gemelli di Roma ha sottolinea: “I casi di morte improvvisa sono molto imprevedibili” e aggiunge: “È importante l’uso dei defibrillatori, perchè quando sarà capillare la loro diffusione, molti casi di morte improvvisa diminuiranno. Ci sono i defibrillatori intelligenti – quelli che attivano le istruzioni vocali e guidano il soccorritore dal posizionamento degli elettrodi all’emissione della scarica. Sonoi “intelligenti” perchè stabiliscono automaticamente la necessità dell’impulso elettrico”. Conclude il prof. Crea: “I defibrillatori salvano la vita se tenuti a portata di mano. Proprio perchè non è assolutamente possibile escludere un evento simile. Bisogna attrezzarsi contro la morte improvvisa”.