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Renata: “Voglio andare a Loreto per pregare”. La trovano morta in un dirupo

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(Websource/archivio)

Un delitto atroce avvenuto in famiglia, e per mano dei congiunti più prossimi. Gli inquirenti ne sono convinti. Renata Rapposelli era scomparsa il 9 ottobre scorso dopo una visita a Giulianova all’ex marito e al figlio, Giuseppe e Simone Santoleri. Il suo corpo senza vita fu ritrovato il 10 novembre successivo in un dirupo nella campagna a Tolentino, nei pressi del fiume Chienti. Circa cinque mesi dopo il delitto il gip del Tribunale di Ancona, su richiesta del pm Andrea Laurino, ha disposto l’arresto per i due. Dopo la scomparsa di Renata l’ex marito aveva riferito ai Carabinieri di aver riaccompagnato con la sua auto il 9 ottobre scorso la donna da Giulianova a Loreto, dove lei aveva detto di voler andare a pregare. La donna è stata vista entrare nella casa dell’ex marito, dove era andata per trovare il figlio. Nellacasa gli inquirenti avrebbero trovato degli indizi che sembrano mettere spalle al muro i due uomini. Sembra che i tre avessero litigato per problemi economici: l’ex marito non versava l’assegno familiare e lei versava in garvi condizioni economiche. Dopo la visita padre e figlio l’avrebbero accompagnata verso la stazione, ma la donna ha chiesto di fermarsi a Loreto per poter pregare.In quel momento, quando il racconto diventa confuso, padre e figlio avrebbero spento il telefono. Decisivi per gli arresti sembrano essere stati i filmati delle telecamere sulla ss 77 Valdichienti e alla rotatoria di Porto Sant’Elpidio, che dopo la scomparsa ripresero proprio l’auto con cui sarebbe stata trasportata Renata. L’auto incui viaggiavano è stata riparata pochi giorni dopo la scomparsa per danni che potrebbero essere stati causati dalla strada dissestata che porta al luogo in cui è stata trovata la donna.