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“Ecco come sono morte le figlie del Carabiniere”. Per Alessia e Martina niente funerale

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(Websource/archivio)

La mamma Antonietta non è ancora tornata cosciente, e sembra quasi una fortuna. E’ ancora sedata, dicono i medici. Il risveglio sarà terribile perchè certo, il primo pensiero, la prima domanda sarà per loro, Alessia e Martina. Il padre avrà domani le esequie, ma volontà dei familiari, non sono stati invece ancora fissati i funerali delle bambine. Forse si attendono notizie della mamma. Non è neanche certo che riuscirà a salvarsi. Questo pomeriggio, nella chiesa di San Francesco a Cisterna è stata celebrata una messa per le due giovani vittime mentre domenica 4 marzo alle 17 è stata organizzata da un gruppo di cittadini una fiaccolata nel quartiere in cui le bambine vivevano con la mamma. Intanto si charisce la dinamica omicida di ieri. In realtà si è svolto tutto in una manciata di minuti, nelle prime ore del giorno. Prima l’agguato di Luigi Capasso alla moglie, al termine del quale s’impossessava delle chiavi di casa. Lei, disperata, avrà visto che s’incamminava verso casa e avrà temuto il peggio. Capasso ha ucciso lo figlie subito o quasi. Forse c’è stato nell’uomo qualche attimo di esitazione, forse ha scambiato qualche parola con le bambine. Non lo sapremo mai. I vicini hanno sentito altri colpi, poco dopo quelli esplosi contro la moglie e dopo più nulla: nè le voci nè i lamenti di Alessia e Martina. C’è da sperare che i colpi non le abbiano svegliate e se ne siano andate senza accorgersi di nulla, senza sentire nulla. Sopratutto senza sentire le grida della mamma in strada e senza dover vedere, negli ultimi istanti della loro vita il padre, colui che avrebbe dovuto amarle e proteggerle, avvicinarsi a loro per ucciderle. Un finale assurdo e imprevisto, forse non imprevedibile e che Lugi Capasso aveva già deciso da tempo.