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“Pamela non è morta di overdose”

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(Websource/archivio)

Pamela non è morta di overdose. Per i nigeriani questa è la fine della menzogne, ripetute per più giorni agli inquirenti, anche mimando il malore – è stato Innocent Oshegale a farlo – che avrebbe preannunciato il decesso. Quel che è possibile dire è che Pamela ha sicuramente assunto eroina, ma che non è stato questo a ucciderla, come sostengono ancora i tre accusati. Negli organi della vittima sono state trovate tracce di morfina, mentre in caso di overdose la crisi è immediata, la circolazione del sangue si interrompe impedendo alla sostanza di allontanarsi dal punto in cui è stata iniettata. Non si è trattato neppure di soffocamento, perché la lingua “pinzata” dai denti non indica questo tipo di morte. Dunque, la ragazza è stata uccisa con le coltellate e il colpo alla testa.

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Pamela, la criminologa è convinta: “Violenza sessuale di gruppo”

Intervistata dal ‘Populista’, la criminologa Roberta Bruzzone ha provato a tracciare un quadro della situazione: “Si sta delineando un quadro preciso, anche peggiore di quello che si poteva prospettare inizialmente. Ritengo che Pamela sia stata vittima del branco”. Dunque, gli indagati “possono aver utilizzato la sostanza stupefacente per mettere la ragazza nelle condizioni di non poter opporre resistenza a una violenza sessuale di branco. In seguito a questo tipo di attività, con una serie di concause tra cui l’assunzione di sostanze stupefacenti e le lesioni dovute probabilmente a un’aggressione violenta, Pamela è morta. Da qui la decisione di non solo di sezionare il corpo per renderlo trasportabile, ma di lavarlo abbondantemente con varichina in modo da rendere difficile l’accertamento del tentativo di violenza sessuale”.