Home Cronaca Pamela, gli inquirenti: “Era viva quando ha ricevuto il colpo mortale”

Pamela, gli inquirenti: “Era viva quando ha ricevuto il colpo mortale”

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Per il Gip è omicidio. Un’ecchimosi alla tempia sinistra e e lesioni all’emitorace destro, all’altezza del fegato causate «verosimilmente da due coltellate» quando Pamela Mastropietro «era ancora a cuore battente». I primi risultati degli esami medico legali spingono il gip Giovanni Manzoni a «ritenere superate le iniziali incertezze sulla causa della morte (omicidio o overdose), facendo propendere per l’ipotesi omicidiaria». Il gip cita anche «la lingua pinzata tra i denti», segno di asfissia da soffocamento per il primo medico legale.

Nelle 16 pagine dell’ordinanza di convalida dei fermi e applicazione di misura cautelare di Desmond Lucky e Awelima Lucky, due dei tre fermati nigeriani, oltre a Innocent Oseghale, per le accuse di omicidio, vilipendio e occultamento del cadavere della 18enne romana, i primi risultati degli esami autoptici hanno un ruolo rilevante. L’autopsia, scrive il giudice, «indica in maniera certa che tale lesività (quella delle due coltellate, ndr) ha svolto un ruolo nel determinismo» della morte. E l’asportazione di ampie parti della cute dal collo e dalle parti intime, vengono accostate dal giudice a tentativi di nascondere un rapporto sessuale (c’erano tracce di saliva sul seno) e a un soffocamento.

È un «punto fermo il ruolo di assoluto rilievo assunto dall’indagato Oseghale» nella morte e nello smembramento di Pamela Mastropietro, la 18enne romana trovata fatta a pezzi in due trolley abbandonati dal nigeriano – uno dei quattro indagati di cui tre fermati – ora in carcere per le accuse di omicidio, vilipendio e distruzione di cadavere. Lo scrive il gip di Macerata nell’ordinanza di convalida del fermo degli altri due connazionali Desmond Lucky e Awelima Lucky. Le telefonate tra Oseghale e Desmond, per il gip, sono compatibili con la presenza del secondo in via Spalato il 30 gennaio fino alle 16:30, quando potrebbe essere morta Pamela. Il giudice però ritiene un «anomalia» le 90 telefonate fatte da Desmond tra le 12 e mezzanotte a «plurimi soggetti e senza significativi periodi di silenzio», un comportamento che non ci si potrebbe aspettare «da un soggetto reduce da un omicidio e intento a effettuare o adiuvare una traumatica attività di sezionamento di una ragazza». Invece Oseghale «tra le 18:49 e le 22:08 non effettua nessuna telefonata e risponde solo ad una chiamata di Awelima» e in quel lasso di tempo Pamela sarebbe morta e il suo corpo sarebbe stato fatto a pezzi.