Home Cronaca Tracce biologiche sospette sulla povera Pamela

Tracce biologiche sospette sulla povera Pamela

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Volevano comprare acido per sciogliere il cadavere di Pamela Mastropietro, due dei quattro indagati per la morte della 18enne trovata, ormai ridotta in pezzi dentro due trolley.

E’ quanto riferito dal titolare e dalla commessa del negozio, particolare ben evidenziato dal gip Giovanni Maria Manzoni nell’ordinanza di convalida del fermo per  Innocent Oseghale e Desmond Lucky, due dei tre nigeriani coinvolti nell’assurda mattanza. Innocente e Desmond, riconosciuti dai testimoni – acquistarono invece candeggina per non lasciare tracce sui poveri  resti della ragazza e ripulire l’orribile scena del delitto: l’appartamento di via Spalato 124 a Macerata. Desmond giura di non essere mai stato nel negozio, di non essere salito in casa, mai quella notte.

Innocent Oseghale, 29 anni, dal carcere, continua a negare tutto e sostiene che la ragazza sarebbe andata in overdose di eroina nel suo appartamento di via Spalato a Macerata e che lui sarebbe fuggito. Per gli inquirenti invece si è trattato di un omicidio volontario, ipotesi convalidata dal gip dopo l’esame medico legale che parla di ferite alla testa e al fegato inferte quando la ragazza era viva. Ferite non mortali, insiste però il difensore di Desmond Lucky, avv. Gianfranco Borgani, rilanciando l’ipotesi «molto credibile» del decesso per overdose da eroina. Di overdose si è parlato anche in uno scambio di telefonate in cui Oseghale avrebbe chiesto consiglio al quarto indagato perché la ragazza ospite a casa sua «stava male». Per saperne di più bisognerà attendere il deposito della perizia medico legale. Intanto le tracce biologiche trovate sul corpo di Pamela sembrano avvalorare la tesi di un’aggressione sessuale. Ma sembrerebbe che la ragazza abbia avuto un rapporto sessuale il giorno prima: solo la comparazione del dna potrà confermare l’ipotesi. Il quadro degli elementi comunque si amplia.