Home Cronaca Bari: vuole intervistare la moglie del boss, giornalista picchiata

Bari: vuole intervistare la moglie del boss, giornalista picchiata

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(screenshot Youtube)

Dopo il caso dell’inviato Rai aggredito a Ostia da un componente del clan Spada, ancora una volta una giornalista che fa il suo mestiere è vittima di un’aggressione. Si tratta dell’inviata del Tg1 Mariagrazia Mazzola, che è stata aggredita questo pomeriggio a Bari, nel quartiere Libertà. La donna è attualmente al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Sul posto, per sincerarsi delle sue condizioni e capire cosa sia accaduto, è giunto anche il procuratore Giuseppe Volpe. Non sono chiari né le dinamiche dell’aggressione, né i soggetti responsabili. Sembra che la giornalista volesse intervistare la moglie del boss Lorenzo Caldarola.

Mariagrazia Mazzola, prima di salire sull’ambulanza, ha spiegato: “Non sono stata insistente, piuttosto anglosassone, ma sono stata aggredita con un pugno-schiaffo sulla guancia sinistra. Viva la stampa libera”. La donna è stata presa a schiaffi mentre tentava appunto di intervistare i familiari di un pregiudicato del quartiere Libertà. La responsabile dell’aggressione sarebbe proprio la donna che doveva essere intervistata. Stamattina, a poche decine di metri dal luogo dell’aggressione, si è tenuto un incontro con Don Ciotti. In seguito all’aggressione, la giornalista è stata accompagnata al pronto soccorso dove è tuttora sottoposta ad accertamenti. Si trova con lei a darle conforto don Francesco Preite, un parroco locale.

Sul posto, anche il pm di turno Baldo Pisani, mentre delle indagini si occupa la squadra mobile della Questura di Bari. La giornalista indossava microcamere nascoste e ha immortalato i momenti dell’aggressione. Ma Monica Laera, la moglie del boss Caldarola, respinge le accuse attraverso il suo legale, Giancarlo Chiariello: “Non corrisponde assolutamente alla verità storica che la signora Laera ha consumato una aggressione, ovvero ha cercato di intimidire la sconosciuta giornalista”. L’avvocato spiega che due giorni fa è morta la nonna della signora Laera e all’arrivo della giornalista si vegliava ancora la salma. Così, spiega l’avvocato, la signora Laera “cercava, garbatamente, di rappresentare alla giornalista la particolare situazione emotiva del momento e lo stato di prostrazione in cui si trovava a seguito della morte della nonna. Nonostante le preghiere rivolte all’interlocutrice, quest’ultima insisteva pervicacemente nella pretesa di rivolgere domande”.

GM