Home Cronaca Muore a 52 anni, la rabbia dei parenti: “E’ malasanità”

Muore a 52 anni, la rabbia dei parenti: “E’ malasanità”

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Gela il sangue la vicenda del 52enne Giuseppe Galea, morto all’ospedale di Locri per complicanze polmonari. Dopo la morte si è scoperto che l’uomo, docente dell’Itis “Gemelli Careri” di Oppido Mamertina, di polmoni ne aveva solo uno. I suoi familiari gridano subito al caso di malasanità, per cui viene sequestrata la cartella clinica. Aperto un fascicolo, su cui indaga il pm locrese Ezio Arcadi, e si attende l’autopsia per provare a capirne qualcosa in più. Parenti e amici definiscono Giuseppe Galea un “leone” allenato e senza vizi. E su Facebook tante foto dimostrano la sua passione per la mountain-bike.

La Tac del 26 gennaio dice che il 52enne aveva un solo polmone, ma questo sembra in contrasto con il suo spirito sportivo. Anche il figlio Nicola spiega che mai nessuno si era accorto di questo grave handicap. Giuseppe Galea, i cui familiari sono assistiti dal legale Antonio Ricupero, inizia a star male il 26 dicembre dello scorso anno. Avverte dei dolori fortissimi al torace, difficoltà respiratorie e tosse intensa. I medici gli diagnosticano una broncopolmonite. Gli diagnosticano la tubercolosi, poi dopo qualche giorno l’alveolite polmonare. Viene sottoposto a cure intense.

Il 4 febbraio, Giuseppe Galea non riconosce il fratello e ha le allucinazioni. Ciò nonostante, il medico di turno assicura una veloce guarigione: entro dieci giorni sarà a casa. Invece, nel pomeriggio arriva il trasferimento in Rianimazione, in serata la morte. A quel punto emerge che nella Tac del 26 gennaio veniva evidenziata la presenza di un unico polmone. Grande è la rabbia su Facebook di chi chiede “giustizia” e urla “Assassini incompetenti, fermateli prima che di ammazzino tutti”.

GM