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Noemi Durini, nuove accuse dei genitori al meccanico

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noemi durini
(Websource/Facebook)

“Non ho ucciso Noemi”, con queste parole, contenute in una lettera, Lucio Marzo ha spiegato di non essere stato lui a uccidere la fidanzata, riaprendo così il caso della morte di Noemi Durini, la ragazza salentina uccisa a settembre. Nella missiva, viene messo sotto accusa Fausto Nicolì, l’uomo che – dopo essere giunto sul posto a bordo di una Seat Ibiza – secondo le accuse di Lucio avrebbe consegnato alla sedicenne una pistola, con la quale Noemi avrebbe voluto uccidere i genitori del ragazzo. A un certo punto, la sedicenne e Fausto Nicolì avrebbero litigato e l’uomo avrebbe accoltellato Noemi Durini.

Il meccanico salentino ora risulta iscritto nel registro degli indagati nell’omicidio di Noemi Durini come “atto dovuto”. Fausto Nicolì, però, ai microfoni di ‘Quarto Grado’, si è difeso: “Mai e poi mai avrei pensato che la loro malvagità arrivasse a questo punto. Come si può essere così spietati a fondare certe accuse”. E ieri è intervenuto ancora ai microfoni de ‘La Vita in Diretta’ per rispondere alle accuse e rilanciare: “Lucio è soltanto un burattino che ha eseguito”.

Le accuse di Lucio contro il meccanico amico di Noemi Durini sono gravissime e sono legate anche a una questione di debiti e ricatti relativi a un presunto video a luci rosse che la ragazza avrebbe girato a casa del meccanico. Dunque, a quella di omicidio volontario, si aggiungono le accuse di pedopornografia e sfruttamento della prostituzione minorile. E adesso arrivano anche le parole di Rocchetta Rizzelli, madre di Lucio Marzo, secondo la quale Fausto Nicolì l’avrebbe pedinata e minacciata: “Tra dieci giorni siete tutti morti”. La denuncia risale a dicembre: “Ho paura anche per mia figlia, viviamo nel terrore di Nicolì”, avrebbe raccontato ai carabinieri la donna.

 

GM