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Daniele, papà morto davanti agli occhi della figlia: “Senza giustizia”

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(Websource/Facebook)

La morte di Daniele Discrede, il commerciante ucciso la sera del 24 maggio del 2014, a Palermo, non ha ancora dei colpevoli, ma i suoi familiari chiedono giustizia e non si arrendono. Anche per questo, nelle scorse ore, hanno deciso di consegnare alla stampa il video che documenta i fatali istanti dell’omicidio del loro familiare. Nei prossimi giorni è attesa la decisione del gip, ma i familiari di Daniele Discrede si augurano di scongiurare l’archiviazione del caso. Il video mostra gli attimi in cui il commerciante arriva a bordo della moto e si accorge che la figlia è in ostaggio dei rapinatori. Così si scaglia contro uno di loro, che reagisce e gli spara. L’uomo cade a terra e nel frattempo arriva un altro rapinatore.

Il 42enne, pur agonizzante, alza il braccio per proteggere la figlia. Quando arrivano le forze dell’ordine, riesce a dire loro che il commando era composto da tre persone, poi perde conoscenza. Il bottino della rapina è stato di circa 4.500 euro. Nonostante gli appelli e gli sforzi dei familiari, gli assassini di Daniele Discrede non sono mai stati individuati e quasi quattro anni dopo l’omicidio, nelle scorse settimane, la Procura di Palermo ha chiesto l’archiviazione. Ovviamente, i parenti del commerciante, attraverso l’avvocato Antonino Gattuso, si sono apposti e ora al gip Marcella Ferrara spetta l’ultima parola.

Vito Discrede, fratello del commerciante ucciso, non si dà pace: “Non smetteremo mai di ricercare la verità sulla morte di mio fratello. Noi chiediamo di proseguire nelle indagini per risalire a chi ha ucciso in modo barbaro mio fratello”. Secondo quanto affermano i familiari dell’uomo, attraverso l’istanza di opposizione alla chiusura delle indagini, ci sarebbero diversi aspetti sottovalutati o incompleti. Nello specifico la famiglia chiede di confrontare la rapina al supermercato con tutte le altre su cui hanno indagato polizia e carabinieri. Si chiede poi di approfondire se l’auto usata per la rapina e rubata otto mesi prima a Terrasini sia la stessa ritrovata a Torretta poche ore dopo l’omicidio. L’avvocato Gattuso rileva poi che, grazie a sofisticati programmi, sarebbe possibile misurare i tratti antropometrici dei rapinatori. In ultimo, viene chiesto di indagare sui dipendenti e su un presunto furto subito da Daniele Discrede, oltre che su strane telefonate che sono arrivate poco dopo il delitto.

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GM

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