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Morte di Marco Vannini, una testimonianza inguaia Antonio Ciontoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:31
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marco vannini
(Websource/archivio)

Prosegue il processo per la morte di Marco Vannini, ucciso da un colpo di pistola esploso probabilmente dal suocero Antonio Ciontoli mentre si trovava in casa della fidanzata. Sul fatto che il ragazzo si sarebbe potuto salvare ormai sembrano esserci pochi dubbi. Peraltro, la superperizia ha attestato la morte atroce e dolorosa che ha fatto il giovane. Nel frattempo, contro Antonio Ciontoli emergono nuove rivelazioni, nel corso della trasmissione ‘Quarto Grado’. A parlare sono due testimoni che non fanno parte dell’inchiesta. Si tratta di due uomini che qualche anno fa si sarebbero imbattuti casualmente nel sottufficiale di Marina.

Il primo dei due testimoni, che ha spiegato di essere pronto a confermare la sua versione in Procura, ha raccontato: “Era l’estate del 2014, luglio o agosto, non ricordo con precisione, percorrevo in auto un tratto sull’Aurelia e un’auto davanti a me andava troppo veloce, così abbassai il finestrino per dire al conducente ‘perché vai così veloce’”. A quel punto l’uomo alla guida di quella vettura prima avrebbe lanciato uno sguardo minaccioso, “poi tirò fuori la pistola e me la puntò contro”. Il testimone non sembra avere dubbi si trattasse di Antonio Ciontoli: “Ho rallentato immediatamente, l’ho fatto andare avanti … mi sono spaventato, avevo paura fosse alterato da qualche sostanza. Poi la prima volta che ho visto questo caso in tv mi è venuto un flash, ho subito riconosciuto quella persona, l’ho detto anche a mia moglie, provai anche a chiamare in trasmissione per dirlo”.

L’inviata di ‘Quarto Grado’ ha sottolineato che il testimone anonimo “non ha motivo di avercela con Antonio Ciontoli”. Successivamente, ha parlato un nuovo testimone che ha rivelato un episodio simile, con protagonista sempre il sottufficiale di Marina, avvenuto l’anno prima. “Per intimidirmi mi puntò contro la pistola” , ha asserito l’uomo alla giornalista. In studio, lo psichiatra Alessandro Meluzzi ha invitato alla prudenza su quanto emerso: “Bisogna stare attenti ai ricordi tardivi. Ma se fosse vero sarebbe di una gravità inaudita”. Poi accusa: “Sorprendente il trattamento dei Ciontoli, altri accusati hanno dovuto attendere il processo in detenzione.Per quale ragione Ciontoli non è stato arrestato?”.

GM

Fonte: Quarto Grado

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