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Malata di pornografia: “Ho iniziato a 12 anni”

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pornografiaErica Garza, 35 anni, racconta nel suo libro, intitolato “Getting Off”, il suo rapporto con la pornografia iniziato all’età di 12 anni e durato fino ai 30 anni. Lo fa descrivendo con dovizia di particolari e con brutale onestà la sua lotta con la dipendenza dal porno, che è stata interrotta in parte a causa dell’amore del suo attuale marito, Willow Neilson, con cui Erica Garza ha un figlio. Tutto nasce a Los Angeles, dove la giovane è cresciuta e da ragazzina aveva bisogno di indossare un tutore a causa della sua scoliosi per la quale era vittima di bullismo, racconta il New York Post. “Quello che ho ottenuto è stato un mix elaborato di vergogna ed eccitazione sessuale”, scrive parlando del suo interesse per il porno.

Ha iniziato guardando la pornografia soft-core su Cinemax dopo che i suoi genitori si erano addormentati. Poi quando quel mondo è iniziato a far breccia in quello dell’informatica, ha iniziato a guardare i film direttamente al computer. Tra le pellicole che Erica Garza menziona nel suo libro, c’è il sex tape realizzato da Pamela Anderson e Tommy Lee. All’epoca aveva solo 15 anni. Fidanzati e partner sessuali la consideravano una “bella ragazza”, a causa del suo rapporto aperto con la pornografia, scrive. A partire dall’età di 17 anni, quando ha perso la verginità, spiega in dettaglio come ha fatto sesso con uomini che l’avrebbero fatta sentire “inamabile, inutile e usata”.

Racconta anche l’aneddoto di un incontro sessuale con uno dei suoi partner, che non l’aveva portata all’orgasmo. Poi quando lei è rimasta sola è riuscire ad avere due orgasmi consecutivi guardando del porno. Spiega ancora la 35enne: “La mia scena porno preferita di tutti i tempi coinvolge due donne sudate, 50 uomini arrapati, un magazzino, un’imbracatura, un asciugacapelli e un taxi. Puoi mettere tutto insieme in una dozzina di modi diversi e scommetto che non riesci a immaginare come sia realmente la scena”. In altri passaggi del saggio, descrive i suoi anni turbolenti e promiscui durante i quali ha faticato a trovare amore e intimità in favore del piacere orgasmico. E chiosa: “Le mie abitudini sessuali erano malate e vergognose. I miei pensieri erano malati e vergognosi. Ero malata e vergognosa. Ma nulla mi avrebbe impedito di avere un orgasmo”.

GM