Home Spettacolo e Gossip Gene Gnocchi si scusa per la battuta su Claretta Petacci

Gene Gnocchi si scusa per la battuta su Claretta Petacci

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La battuta di Gene Gnocchi sul maiale di Roma associato al nome di Claretta Petacci non è piaciuta praticamente a nessuno. Oggi Mattia Feltri, ripreso e applaudito poi anche da Enrico Mentana, risponde così su La Stampa: “Tale era la vergogna che quando Claretta Petacci, la donna di Benito Mussolini, fu issata a testa in giù in piazzale Loreto, e dalla camicetta le uscì il seno, e la gonna scese a mostrarla senza mutande, una staffetta partigiana porse una spilla da balia a don Giuseppe Pollarolo e il prete con la spilla rimediò. Tale era la vergogna che non si è mai saputo, o confessato, perché Claretta fosse senza mutande. Tale era la vergogna che esistono dieci o quindici versioni diverse sulla fucilazione di Claretta, come su quella del Duce. Tale era la vergogna che in Mussolini Ultimo Atto , il film del 1974 di Carlo Lizzani, partigiano e comunista, si racconta che si fece di tutto per allontanare Claretta dal plotone d’ esecuzione, e infine fu uccisa quasi per accidente. Tale era la vergogna. Tale era per una donna che seguendo Mussolini nella ridotta di Valtellina credeva solo di aver vinto la sua guerra, lei amante, contro le altre cento amanti, e contro la moglie Rachele. Tale era la vergogna che Sandro Pertini, uno che per antifascismo si era fatto il carcere e il confino ed era stato condannato a morte dai nazisti, e ne scampò evadendo da Regina Coeli, e infine votò per l’ esecuzione di Mussolini, ecco, tale era la vergogna che nel 1983 Pertini disse: «La sua unica colpa è di aver amato un uomo». Tale non è più la vergogna che l’ altra sera, facendo umorismo sul maiale fotografato a Roma da Giorgia Meloni, Gene Gnocchi ha detto che quel maiale è femmina, «si chiama Claretta Petacci». In studio tutti a ridere. E stavolta neanche una spilla”.

Le scuse di Gene Gnocchi

Gene Gnocchi vista la bufera nella quale è finito ha provato a scusarsi così: “È un malinteso. Mai e poi mai infierirei su dei morti, lontanissima da me l’idea di dileggiare Claretta Petacci. Mi dispiace se qualcuno si è sentito toccato, ma non mi sento in colpa e rivendico il diritto di fare satira. L’obiettivo era Giorgia Meloni: pubblicava tante foto sui social e sembrava come quando si smarrisce un gatto o un cane, e pensando a lei ho dato quel nome al maiale. E lei, che è una donna intelligente, non ha reagito. È una cosa lieve, minima come idea di base. Stamattina ho trovato manifesti intimidatori di Forza Nuova sotto casa mia. Hanno minacciato di manganellarmi. Il loro sito dice che non ho la scorta e posso essere manganellato. A diMartedì prendiamo in giro tutto l’arco costituzionale. Posso avere delle simpatie, ma questo non mi esime dal fare il mio lavoro e dal prendere in giro tutti. E’ una brutta campagna elettorale, queste polemiche da Orietta Berti a questa non sono un buon abbrivio”.

F.B.