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Violenta la figlia di 13 mesi e la uccide, rilasciato per mancanza di prove

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poppiEra il 2012 quando la piccola Poppi Worthington viene portata in ospedale in gravi condizioni: la bambina perdeva sangue dal sedere ed aveva lo stomaco gonfio. I medici hanno fatto il possibile per salvarla, ma le lesioni erano troppo gravi e la neonata è morta il giorno stesso. In seguito all’accaduto, la polizia ha indagato su una possibile violenza sessuale da parte del padre, ma per alcuni errori nell’indagine non sono state trovate tracce di dna che collegassero l’uomo alla violenza carnale. Chiuso il processo in primo grado, la corte suprema ha aperto un’altra indagine nel 2014 e solo adesso sono arrivate le prime conferme alla tesi originaria: il medico legale ha confermato che la morte di Poppi è stata causata da lesioni gravi dovute a penetrazione anale.

A spiegare come sia possibile che durante la prima indagine non siano emersi dettagli fondamentali è stato lo stesso medico legale che lavora adesso sul caso, David Roberts, il quale accusa l’ispettrice Amanda Sadler, incaricata del caso nel 2012, di non aver compiuto i passi fondamentali di un indagine: per mesi le prove non sono state spedite nei laboratori, non sono state analizzate le lenzuola macchiate del sangue di Poppi e non è non sono stati prelevati campioni dal corpo della bambina per 5 giorni. Pare che nemmeno il pc dell’uomo sia stato analizzato per controllare eventuali tendenza pedopornografiche.

All’epoca del processo era stata la stessa ispettrice ad ammettere i propri errori, spiegando di avere poca esperienza in indagini di questo tipo, motivo per cui era stata degradata a sergente. Nel 2016 la Sadler ha persino rassegnato le dimissioni dal corpo di polizia. Nel 2014 l’indagine è stata aperta dalla Corte Suprema ed affidata ad un ispettore con maggiore esperienza, nel frattempo Paul Worthington continua a manifestare sicurezza e a non ammettere di essere colpevole di quanto accusato, in una recente intervista, infatti, ha semplicemente dichiarato: “Poppi era una bambina adorabile, felice. Nel suo piccolo, poteva essere prepotente”.

F.S.