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Raffaele Sollecito si sfoga: “Non trovo una fidanzata normale, tutti credono che sia colpevole”

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La vita di Raffaele Sollecito è diventata piena di difficoltà negli ultimi dieci anni, da quando cioè il 1° novembre 2007 venne ritrovato a Perugia il corpo di Meredith Kercher. Lui, la statunitense Amanda Knox (che di recente ha criticato la giustizia italiana) e l’ivoriano Rudy Guede furono imputati per la morte della studentessa inglese, e solo quest’ultimo è stato condannato, con rito abbreviato. Per quanto riguarda Sollecito, nella giornata di ieri lui stesso ha raccontato al Mirror che in ambito sentimentale l’aura che lui stesso definisce “nera ed oscura” che lo circonda gli impedisce di trovare una relazione stabile come vorrebbe: “La gente è affascinata dalla vicenda che mi ha visto mio malgrado protagonista, le brave ragazze invece sono quasi spaventate da me. Quando mi sono frequentato con qualcuno ‘normale’, un componente della sua famiglia creava sempre allarmismo. Io voglio solo ricominciare a vivere in maniera normale”.

Raffaele Sollecito: “È come vivere per sempre ai domiciliari”

Tre anni fa Raffaele Sollecito venne ritenuto innocente ed assolto da ogni capo di imputazione, al pari di Amanda Knox. “La mia famiglia ha speso tantissimi soldi per il processo, ci siamo indebitati per 400mila euro e siamo stati costretti a vendere due appartamenti di nostra proprietà. Questa situazione e più in generale la società, non mi consentono di sentirmi libero. Devo sempre fornire una giustificazione a tutto e tutti, perché ancora c’è chi dubita dei me. È come vivere in maniera perenne agli arresti domiciliari, non riesco a scacciare l’accezione negativa che le persone si sono fatte di me”. Infine Raffaele Sollecito svela: “Con Amanda mi sono frequentato per soli cinque giorni. Sono molto dispiaciuto della morte di Meredith e per ciò che hanno provato e provano tutt’oggi i suoi familiari, ma non ho mai visto neanche il suo cadavere, non la conoscevo”.

S.L.