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122 lettere per parlare ancora con Jacopo, morto in campeggio a 10 anni

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jacopoNon c’è un modo facile per parlare della morte di un bambino di 10 anni, non c’è nemmeno una spiegazione che possa in qualche modo giustificare l’ingiustizia che è insita in una simile tragedia. Andrea Pilotta, padre di Jacopo, bambino morto di arresto cardiaco lo scorso agosto, è riuscito invece a parlarne tramutando il dolore in profondo amore ed è riuscito a dare un senso a quella morte raccontando a tutta Italia chi era il figlio e riuscendo, in questo modo, a mantenerlo accanto a se. L’uomo ha infatti scritto 122 lettere al figlio dal giorno in cui è morto fino ad oggi. Quelle lettere erano un semplice stratagemma per incanalare il dolore per la perdita, ma sono presto diventate uno strumento per far conoscere a tutti Jacopo prima attraverso una pagina Facebook e poi attraverso un apposito blog chiamato ‘Paposuperhero’.

Grazie a quelle lettere in cui Andrea condivide il suo amore per il figlio, in cui scherza con lui, ricorda i momenti felici ma anche grida la propria sofferenza e chiede il perché di una simile ingiustizia, ben 500 persone leggono quotidianamente il blog a lui dedicato, 3000 personaggi dello spettacolo hanno chiesto con un selfie che quelle lettere diventino un libro e ben 600 mila persone hanno visitato la pagina Facebook. D’altronde come si fa a rimanere insensibili alla storia di un bambino che nasce in arresto cardiaco e che a soli tre anni inizia a lottare per la sua vita contro una cardiomiopatia ipertrofica restrittiva. Un bambino che nonostante le difficoltà rimane sempre allegro e sorridente, che dopo un’infarto a scuola ed un intervento in cui gli viene impiantato un icg, un dispositivo a metà tra un pacemaker e un defibrillatore, continua a mostrare un’intensa voglia di vivere.

A funestare questa storia di coraggio e positività arriva quel dannato 24 agosto in cui Jacopo, con il padre e i nonni, si godeva gli ultimi giorni di campeggio prima di rientrare a casa e prepararsi all’inizio di un nuovo anno scolastico. Anche quel giorno il bambino è allegro e prima di stramazzare a terra regala un ultimo sorriso al padre. Il dolore sconvolge Andrea che comincia a scrivere quelle lettere che adesso tutti conoscono, ma già a partire dalla lettera 83 l’uomo ha compreso una verità che prima gli sfuggiva e che solo l’affetto dimostrato dai follower gli ha fatto capire: “Papo ha vinto la morte perché continua a generare Vita attraverso l’amore che sentiamo ancora più grande e che tanti ci stanno dimostrando”.

F.S.