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“Le bombe prodotte in Italia uccidono bambini in Yemen”

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“Le bombe prodotte in Italia uccidono bambini in Yemen”.

Sul sito internet della Rwm Italia S.p.a., azienda con sede a Ghedi (Brescia) e uno stabilimento in Sardegna, si legge: “Produciamo sistemi anti mina, munizioni e testate di calibro medio-grande. L’azienda offre una vasta esperienza in materia di esplosivi e tecnologia di difesa che è stata fornita per decenni ai dipartimenti della difesa e ai relativi ministeri dell’Italia, dei suoi alleati e di altre nazioni affini”. 

Ora l’azienda è finita nella bufera dopo che un articolo del New York Times ha messo in connessione i prodotti che escono dallo stabilimento sardo con le armi usate in Yemen. Il Comitato per la riconversione Rwm ha presentato un’esposto per “dare “nuovo impulso alle indagini già in corso ed eventualmente avviarne delle altre per fare luce in maniera inequivocabile su tutta questa faccenda che getta pesanti ombre sul nostro paese, le sue istituzioni e le sue imprese produttive”.

“Esperti europei dicono che vendere queste bombe è illegale” scrive il Nyt che getta molti dubbi direttamente sul governo italiano e che ricorda che “per i trattati internazionali è proibito esportare armi quando ci si trova di fronte a una situazione di violazione dei diritti umani”. La Farnesina non ha negato, ma ha dato una risposta che lascia aperti molti dubbi: “L’Italia osserva in maniera scrupolosa il diritto nazionale ed internazionale in materia di esportazione di armamenti e si adegua sempre ed immediatamente a prescrizioni decise in ambito Onu o Ue. L’Arabia Saudita non è soggetta ad alcuna forma di embargo, sanzione o altra misura restrittiva internazionale o europea”.

Claudia Sarritzu, giornalista sarda che scrive su Globalist, non usa mezzi termini per commentare questa vicenda che coinvolge direttamente la sua terra: “Queste fabbriche ci fanno apparire meschini, simili a chi ci ha colonizzati per anni. Non dobbiamo solo lottare per far sparire dalla nostra bellissima terra le servitù militari, ma anche questi impianti che producono morte”.