Orso in via di estinzione ucciso da un uomo. Aperta inchiesta

0
284
(Websource/archivio)

Gesto crudele e privo di moralità quello accaduto a Myanmar, in Birmania, dove un turista cinese, in viaggio nella nazione del Sudest Asiatico, ha iniziato ad inveire contro un orso chiuso dietro le sbarre e reso dunque innocuo dal suo stato di prigionia. Poco dopo il dramma. Con un fucile d’assalto proveniente dalla Russia, un Ak 47, ha iniziato a sparare uccidendo così l’animale, finito al suolo senza vita. “Ti ho detto che non devi aprire bocca. Fallo di nuovo e ti farò arrendere”. Queste le parole antecedenti all’insano gesto omicida e vittima non un’orso qualunque, ma un orso nero asiatico, anche noto come Orso della Luna, (noto anche come l’orso dal collare o orso tibetano, mammifero carnivoro appartenente alla famiglia degli Ursidae), uno di quelli a rischio estinzione perché tenuti nelle cosiddette fattorie della bile, come riportato da Il Corriere della Sera.

Vengono prima catturati con trappole che spesso gli causano terribili mutilazioni. Poi immobilizzati in gabbie grandi quanto il loro corpo, che ne deformano le ossa ed atrofizzano gli arti, con un catetere arrugginito infilato nella cistifellea per estrarne due volte al giorno la bile utile a realizzare medicinali, unguenti, bibite e shampoo. Non possono letteralmente alzarsi, muoversi, girarsi. Il tutto aggravato dal fatto che resteranno in queste condizioni anche per 20 o 30 anni, quindi per tutta la durata della loro vita, fino alla morte, causata dalle infezioni e dalla sofferenza psichica.

Come detto in precedenza, l’animale era chiuso dietro delle sbarre, senza possibilità dunque di essere una minaccia. Ma questo non gli ha risparmiato la vita. Il tutto è stato ripreso da un video in cui alcune immagini sono state oscurate e dove vengono mostrate anche le immagini di parti di orso posti a terra il che fa pensare che l’animale sia poi stato successivamente alla morte, fatto a pezzi.

L’uomo è stato identificato poco dopo dalla Polizia di zona e si è difeso sostenendo di aver ricevuto l’autorizzazione dalle autorità locali. Ha poi dichiarato di aver saputo che l’animale sarebbe comunque stato abbattuto per aver aggredito alcune persone. Così ha imbracciato l’arma fornita, detta sua, sempre dalle autorità governative e ha fatto fuoco. Non è ancora chiaro se sarà incriminato, per ora però, a condannarlo sono gli utenti sul web che lo hanno pesantemente insultato e minacciato.

GVR

Fonti: NSt Online, Il Corriere della Sera