Home Cronaca Sofiya Melnik, l’autopsia conferma: il corpo trovato è suo, presenti varie lesioni

Sofiya Melnik, l’autopsia conferma: il corpo trovato è suo, presenti varie lesioni

CONDIVIDI

sofiya melnik

I risultati dell’autopsia svolta nelle scorse ore all’ospedale di Treviso hanno fugato ogni dubbio: è proprio di Sofiya Melnik il corpo ritrovato la mattina dello scorso 24 dicembre sul Monte Grappa, nella località vicentina di Romano d’Ezzelino. La 43enne ucraina scomparve il 15 novembre novembre e la cosa venne segnalata dal suo compagno, il 50enne Daniel Pascal Albanese, con il quale però il rapporto era entrato in crisi. E l’uomo venne a sua volta rinvenuto cadavere dopo essersi suicidato in casa sua. La 43enne ucraina, che svolgeva la professione di interprete, è stata uccisa e nascosta in un sacco della spazzatura, per poi essere gettata da una rupe. Il ritrovamento era avvenuto grazie ad un cacciatore, guidato lì dal suo cane che aveva fiutato una traccia. Nello specifico a confermare che quel cadavere è di Sofiya è stata la comparazione della schermografia dentaria. Non sono state ritrovate tracce che possano essere riconducibili ad armi da fuoco o da taglio per quanto riguarda la causa della morte, ma si renderanno necessari ulteriori test per scoprire dell’altro, come segni di percosse o di strangolamento.

Sofiya Melnik, tracce evidenti di traumi sul corpo

Nuove osservazioni potrebbero aiutare a stabilire anche la data della morte di Sofiya Melnik. Erano presenti anche i consulenti legali della famiglia di Daniel Pascal Albanese. La pista più accreditata dagli inquirenti è quella dell’omicidio-suicidio avvalorata dalla gelosia. Sarebbe stato proprio Albanese a compiere il tutto, uccidendo Sofiya Melnik per poi nasconderne il corpo. Poi non avrebbe retto al senso di colpa e si sarebbe a sua volta suicidato, impiccandosi. L’ucraina frequentava altri uomini, tra i quali un medico 57enne di Treviso con il quale avrebbe voluto mettere su famiglia. Albanese invece da due anni risultava disoccupato, dopo che per 16 aveva convissuto con Sofiya. Il riconoscimento del suo corpo è avvenuto anche grazie agli stivali neri che indossava e che lo stesso professionista ha saputo individuare. Dall’autopsia sono emersi pure segni di traumi di entità importante, che potrebbero essere stati inferti con un’arma contundente o con dei calci. Ma bisogna tenere in considerazione anche che il cadavere ha compiuto un volo non indifferente da una certa altezza.

S.L.