Home Politica Dell’Utri ha il cancro: chiesta la scarcerazione ai giudici

Dell’Utri ha il cancro: chiesta la scarcerazione ai giudici

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Da ormai tre anni e mezzo, l’ex senatore di Forza Italia, già fondatore di Publitalia, Marcello Dell’Utri, condannato in via definitiva a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, si trova in carcere. Attualmente è detenuto a Rebibbia e da diverso tempo soffre di problemi cardiaci. Le condizioni di salute di Marcello Dell’Utri si sono però ora aggravate, sono “suscettibili di peggioramento improvviso ed imprevedibile” e “non risultano compatibili con il regime carcerario”, come si legge in un referto medico di una ventina di giorni fa. L’ex senatore ha infatti una forma aggressiva di cancro alla prostata, che va curato con delle terapie.

La diagnosi che emerge dalla biopsia realizzata a fine luglio e i cui risultati sono arrivati a fine ottobre non lascia spazio alle interpretazioni:”Ipertensione arteriosa e cardiopatia ischemica, disfunzione diastolica di primo grado, lieve insufficienza della valvola aortica e della valvola mitralica in esiti di pregressa necrosi nel territorio di distribuzione della coronaria destra con ischemia residua, diabete mellito, adenocarcinoma prostatico di grado 3+3=6 secondo Gleason”. Per tale ragione, sarà ora il Tribunale di Sorveglianza di Roma a decidere sulla sua scarcerazione.

Intervistato da Tgcom24 Alessandro De Federicis, il legale di Dell’Utri, ha detto: “Mi aspetto una serena valutazione da parte del tribunale. Non c’è nessuna intenzione di condizionare il lavoro della magistratura che martedì dovrà affrontare una questione molto complessa, perché si tratta di un soggetto di 76 anni con una cardiopatia grave e con una forma molto aggressiva di tumore”. Ha spiegato l’avvocato: “Le condizioni sono molto serie e Dell’Utri è veramente molto provato. Sono 4 anni che è detenuto ed inevitabilmente la scoperta del tumore ha inciso sul profilo psicologico. Dell’Utri è fiducioso che i magistrati possano fare un’attenta valutazione di tutte quelle che sono le evidenze sanitarie riportate nel fascicolo. Ed è fiducioso che possa curarsi un un ambiente più idoneo che è una struttura ospedaliera”.

GM