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Manovra: bonus bebè dimezzato

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Il “bonus bebè” diventerà una misura permanente, ma l’assegno a beneficio dei nuovi nati sarà più light. E’ quanto prevede l’ultima versione dell’emendamento alla Manovra, sul quale manca però ancora il via libera definitivo. Il bonus varrà per il primo anno di vita del bambino o per il primo dopo l’adozione (e non più per tre anni). Per il 2018 saranno corrisposti alle famiglie con i requisiti necessari 80 euro al mese, fino a un massimo di 960 euro nel caso dei nati a gennaio, mentre dal 2019 in poi l’assegno sarà ridotto a 40 euro al mese, per un massimo di 480 euro l’anno. La soglia Isee per accedere al beneficio resta pari a 25.000 euro.

Tra le novità di rilievo anche l’arrivo del “superticket” per i redditi bassi. Al fine di consentire “una maggiore equità e agevolare l’accesso alle prestazioni sanitarie da parte delle persone più vulnerabili, e per il superamento delle misure di prelievo economico meno tollerate dai cittadini-utenti, soprattutto quelli in condizioni di basso reddito, a decorrere dal 1 gennaio 2018, nello stato di previsione del Ministero della salute, è istituito un Fondo per la riduzione della quota fissa sulla ricetta pari a 60 milioni annui, 180 milioni nel triennio”. E’ giunto il via libera, inoltre, all’emendamento alla manovra presentato da Ala per sospendere il pagamento delle rate dei mutui nei Comuni di Ischia colpiti dal terremoto dello scorso 21 agosto. La proposta di modifica prevede la sospensione fino al 31 dicembre 2018 dei mutui su immobili residenziali, commerciali e industriali resi inagibili dall’evento sismico.

E la Commissione bilancio del Senato ha dato poi luce verde a un primo pacchetto di modifiche per gli enti locali, in gran parte frutto del recente accordo con l’Anci. Gli emendamenti dei relatori alla Manovra appena approvati dai senatori prevedono un’ulteriore gradualità nella misura dell’accantonamento al bilancio di previsione del fondo crediti dubbia esigibilità (Fcde), attualmente pari all’85% nel 2018 e al 100% a partire dal 2019. La nuova norma stabilisce un livello pari al 75% nel 2018, all’85% nel 2019, al 95% nel 2020 e al 100% a partire dal 2021. La Commissione tecnica per i fabbisogni standard dovrà inoltre predisporre una relazione biennale sullo stato di attuazione del federalismo fiscale. Viene rivista la quota perequativa del fondo di solidarietà comunale delle regioni, con una riduzione dal 55% al 45% nel 2018 e dal 70 al 60% nel 2019 della quota da ripartire sulla base della differenza tra capacità fiscali e fabbisogni standard. E ancora: per le amministrazioni sotto i 5.000 abitanti (e non più sotto i 3.000) viene semplificato il Dup, il documento unico di programmazione contabile, e viene data priorità negli investimenti comunali alla messa in sicurezza del territorio a seguito di eventi meteorologici eccezionali per i quali è stato dichiarato lo stato d’emergenza.

EDS