Home Politica Estera In guerra con Kim? Gli Usa perderebbero

In guerra con Kim? Gli Usa perderebbero

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Qualora gli Stati Uniti dovessero entrare in guerra contro la Corea del Nord, il risultato sarebbe tutt’altro che scontato. Queste sono le dichiarazioni choc rilasciate dal generale Jan-Marc Jouas, ex comandante delle truppe americane in Corea. Il generale, in una lettera che doveva rimanere riservata, indirizzata ad alcuni deputati del congresso Usa, ha parlato di un contingente militare Usa non sufficientemente attrezzato e numeroso per far fronte all’enorme esercito del dittatore Kim. Ecco le sue parole, riportate dal settimaale Newsweek:

“Il personale delle forze armate americane composto da 28mila unità in Sud Corea è notevolmente inferiore alle forze nordcoreane, così come le truppe che condurranno la maggior parte dei combattimenti. A differenza di ogni conflitto dall’ultima guerra coreana, non saremo in grado di mettere insieme il nostro esercito prima dell’inizio delle ostilità”.

“Questa minaccia – ha detto – è stata la più pericolosa che ho dovuto affrontato dalla fine della guerra fredda e ho pensato fosse il problema più impegnativo mai incontrato nei miei 35 anni di carriera. Per incrementare il contingente americano con i necessari rinforzi, forniture e attrezzature necessari per raggiungere la penisola coreana, sarebbero necessari da diversi giorni a mesi. Ma una volta arrivate finalmente le truppe, potrebbero trovare le loro basi soggette ad attacchi da armi convenzionali o chimiche, attacchi che potrebbero ulteriormente ritardare la loro entrata in guerra”.

Ma non è tutto. Nella lettera, Jous sottolinea infatti anche i rischi per i civili sudcoreani e americani che vivono nel Paese. Ci vorrebbero “giorni”, secondo il generale, per eliminare l’artiglieria nordcoreana, razzi e missili che minacciano Seoul, capitale che ospita 25 milioni di persone. Nel frattempo, “si svilupperebbe un’enorme emergenza per l’evacuazione che includerebbe più di centomila americani non combattenti, molti dei quali si rivolgerebbero alle forze Usa per farli uscire dalla penisola”. Eventuali piani di evacuazione e protezione, inoltre, sarebbero “notevolmente complicati” dall’utilizzo “previsto” delle armi nucleari e chimiche da parte del regime di Kim Jong Un.