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Papa Francesco: a Messa in alto i nostri cuori, non i nostri telefonini

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Papa Francesco ha parlato del ruolo fondamentale della Messa, nel corso dell’udienza generale del mercoledì in piazza san Pietro, dando il via un nuovo ciclo di catechesi sulla “che punterà lo sguardo sul cuore della Chiesa, cioè l’Eucaristia”. Ecco le parole di Papa Francesco:

“Non possiamo dimenticare il gran numero di cristiani che, nel mondo intero, in duemila anni di storia, hanno resistito fino alla morte per difendere l’Eucaristia; e quanti, ancora oggi, rischiano la vita per partecipare alla Messa domenicale”.

“È fondamentale per noi cristiani – ha detto Papa Francesco – comprendere bene il valore e il significato della Santa Messa, per vivere sempre più pienamente il nostro rapporto con Dio”.
Nelle prossime catechesi, ha detto, “vorrei dare risposta ad alcune domande importanti sull’Eucaristia e la Messa, per riscoprire, o scoprire, come attraverso questo mistero della fede risplende l’amore di Dio”.

“Nell’anno 304, durante le persecuzioni di Diocleziano – ha ricordato papa Francesco -, un gruppo di cristiani, del nord Africa, furono sorpresi mentre celebravano la Messa in una casa e vennero arrestati. Il proconsole romano, nell’interrogatorio, chiese loro perché l’avessero fatto, sapendo che era assolutamente vietato. Ed essi risposero: ‘Senza la domenica non possiamo vivere’, che voleva dire: se non possiamo celebrare l’Eucaristia, non possiamo vivere, la nostra vita cristiana morirebbe”. Quei cristiani del nord Africa “furono uccisi – ha aggiunto il Papa -. Hanno lasciato la testimonianza che si può rinunciare alla vita terrena per l’Eucaristia, perché essa ci dà la vita eterna, rendendoci partecipi della vittoria di Cristo sulla morte”.

“Una testimonianza – ha aggiunto papa Francesco – che ci interpella tutti e chiede una risposta su che cosa significhi per ciascuno di noi partecipare al Sacrificio della Messa e accostarci alla Mensa del Signore. Stiamo cercando quella sorgente che zampilla acqua viva per la vita eterna? Che fa della nostra vita un sacrificio spirituale di lode e di ringraziamento e fa di noi un solo corpo in Cristo? Questo è il senso più profondo della santa Eucaristia, che significa ‘ringraziamento’: ringraziamento a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo che ci coinvolge e ci trasforma nella sua comunione di amore”, ha continuato il Pontefice.

Papa Francesco ha poi posto un quesito ai fedeli presenti in piazza San Pietro: “Perché a un certo punto” della Messa il sacerdote “dice ‘in alto i nostri cuori’?”. E ha poi proseguito: “Non dice ‘in alto i nostri telefonini per fare le foto, che cosa brutta, vi dico a me dà tanta tristezza quando celebro in piazza e in basilica e vedo tanti telefonini alzati, non solo di fedeli, ma anche di preti e anche di vescovi, ma per favore, la Messa non è uno spettacolo, è andare incontro alla passione e morte e risurrezione di nostro Signore, per questo dice ‘in alto i nostri cuori’. Ricordatevi eh, niente telefonini, è molto importante tornare all’essenziale attraverso quello che si tocca e si vede nella celebrazione dei Sacramenti”.

“La domanda – ha proseguito il Papa – dell’apostolo san Tommaso (cfr Gv 20,25), di poter vedere e toccare le ferite dei chiodi nel corpo di Gesù, è il desiderio di potere in qualche modo “toccare” Dio per credergli. Ciò che San Tommaso chiede al Signore è quello di cui noi tutti abbiamo bisogno: vederlo e toccarlo per poterlo riconoscere. I Sacramenti vengono incontro a questa esigenza umana. I Sacramenti, e la celebrazione eucaristica in modo particolare, sono i segni dell’amore di Dio, le vie privilegiate per incontrarci con Lui”.

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