Home Economia Pensioni, Padoan: ‘Non mi muovo, rischio toccare pilastri’

Pensioni, Padoan: ‘Non mi muovo, rischio toccare pilastri’

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Italian Finance Minister Pier Carlo Padoan, right, arrives for a meeting of EU finance ministers at the EU Council building in Brussels on Tuesday, Nov. 7, 2017. (ANSA/AP Photo/Virginia Mayo) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]

Pier Carlo Padoan, il ministro dell’Economia, è stato invitato in Parlamento per una audizione per discutere della manovra finanziaria. Naturalmente si è parlato di pensioni, poi di superticket e di crediti deteriorati. Ecco le sue risposte:

“I pilastri fondamentali del sistema pensionistico non si possono e non si devono toccare perché andrebbero a detrimento dell’intero sistema italiano. Su questo punto non mi sposto di un metro. Sarebbe aprire il sistema ad un rischio”. Il ministro dell’Economia, “è del tutto immaginabile poter esplorare il novero dei lavori gravosi” ma “il meccanismo di adeguamento dell’età può essere migliorato in modo marginale”.

La manovra “è basata su misure strutturali, questo è quanto richiesto dalla Commissione. Le misure per comporre questa legge di Bilancio sono una per una di tipo strutturale, altre misure sono state scartate proprio perché non strutturali. Ex ante sono con la coscienza a posto sulle aspettative dal lato delle entrate”. Così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in audizione sulla manovra in Senato risponde alle critiche sulle stime delle coperture da lotta all’evasione. Peraltro i risultati, ha ricordato “spesso hanno superato le attese”.

“Il superticket è stato citato da molti. Non mi pare che ci siano condizioni e spazi finanziari per affrontarlo eliminandolo”. Così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in audizione sulla manovra in Senato.

“Anche se i livelli degli Npl (i crediti deteriorati,) sono scesi per le banche significative, da circa il 7,5% d’inizio 2015 al 5,5% di oggi, il problema non è ancora risolto”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, dicendo che, affrontare gli Npl, “è una precondizione per gli altri pilastri dell’Unione bancaria” così come lo è l’esposizione delle banche al debito degli Stati:”non c’è spazio per autocompiacersi”.

Per risolvere il problema degli Npl è necessario “uno sforzo comune fra Vigilanza bancario,le autorità di regolamentazione e le autorità nazionali” oltre agli istituti di credito,ha sottolineato il presidente della Bce,aggiungendo che le banche con un elevato livello di Npl “forniscono meno credito a imprese e famiglie” e che “tutti conosciamo i danni che alti livelli di crediti deteriorati producono alle banche e alla crescita”.
Infine, ha rilevato Draghi, la Vigilanza bancaria affidata alla Bce ha introdotto “medesimi elevati standard” per le banche e reso il settore “più forte”.

Sulla questione dei crediti deteriorati nell’Eurogruppo “sono intervenuto sostenendo aspetti di metodo e di merito”, perché “l’addendum va oltre i limiti istituzionalmente definiti dall’azione” della Bce. “Riteniamo che sia qualche forzatura legale”: lo ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan al termine dell’Ecofin. Gli interventi sugli npl vanno fatti “in tempi ragionevoli che evitino di generare nuove fragilità”, ha aggiunto, spiegando di essere stato l’unico a prendere la parola sul tema durante l’Eurogruppo, mentre gli altri ministri non si sono espressi.