Home Economia Pensioni, Istat: per scatto età valutare percorso lavoro

Pensioni, Istat: per scatto età valutare percorso lavoro

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Le pensioni sono ormai da anni il nodo cruciale su cui il sistema Paese Italia si confronta per cercare di continuare ad essere un Paese civile che rispetta i suoi anziani. Dopo la riforma Fornero del 2013 per i pensionati o le persone in odore di pensione c’è stata una escalation verso il basso che ha fatto si che ormai in Italia sono milioni le persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Le pensioni sono talmente basse che non riescono neanche a soddisfare i bisogni minimi dei contribuenti. Riguardo questo argomento, il segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti ha voluto diramare una nota ufficiale, in occasione dell’avvio della settimana di confronto tra governo e sindacati.

Per valutare delle ‘esenzioni’ allo scatto automatico dell’età per la pensione “non basta stabilire le categorie” bisogna anche valutare “il percorso lavorativo individuale” e la “durata” del lavoro pesante. A dirlo il presidente dell’Istat Giorgio Alleva in audizione sulla manovra in Senato, sottolineando che “è un tema che si può affrontare ma va studiato, sia dal punto di vista della misura sia sulla fattibilità di implementarla”. Servono, ha aggiunto Vittoria Buratta, “informazioni accurate” per evitare “semplificazioni”.

“Bisogna portare avanti con serietà e determinazione il confronto con il governo sulle pensioni e fare di tutto per trovare un accordo che dia delle risposte vere ai tanti problemi che sono sul tavolo, a partire da quello dell’età pensionabile”.

“Va fatto ogni sforzo – ha continuato Pedretti – perché quanto sottoscritto l’anno scorso trovi piena attuazione. Questo significa che bisogna fare in modo che i lavori non siano trattati tutti in egual misura, che si riveda il meccanismo dell’aspettativa di vita, che si affrontino i temi della pensione per i giovani, del riconoscimento del lavoro di cura, della separazione tra assistenza e previdenza e del recupero del potere d’acquisto delle pensioni”.

“Bisogna – ha concluso il segretario generale dello Spi-Cgil – trattare fino in fondo e tenere unito il fronte sindacale perché solo così sarà possibile arrivare a dei risultati. Non sarebbero pertanto comprensibili fughe in avanti o indietro e la proclamazione di scioperi senza che prima si sia fatto tutto il necessario per dare delle risposte ai problemi di milioni di persone”.