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Gentiloni: post sisma, consegnate solo un terzo delle casette

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ETTORE FERRARI

Paolo Gentiloni e il post terremoto. La scorsa settimana Silvio Berlusconi, in una lettera aperta al Premier, aveva offerto la sua esperienza fatta dopo il terremoto di L’Aquila per cercare di trovare il sistema per accelerare le pratiche e far arrivare le casette ai terremotati colpiti dal sisma dello scorso anno. I dati dicono, purtroppo, che all’inizio del secondo inverno, solo un terzo delle casette sono state consegnate agli sfollati e, quindi, si prospettano mesi difficili. Ieri il presidente del Consiglio è intervenuto alla Unicam di Camerino (una delle zone più colpite dal sisma), inaugurare ufficialmente il nuovo anno accademico. In questa occasione, Paolo Gentiloni ha voluto parlare proprio della difficile situazione post terremoto e di come si debbano trovare i sistemi per oltepassare la burocrazia. Ecco le sue parole:

“Nonostante la generosità dei volontari, della Protezione civile di tutte le istituzioni dello Stato il lavoro delle accelerare per fare ulteriori passi avanti. Lo faremo nella velocizzazione delle procedure delle gare di appalto: in troppi casi abbiamo risorse disponibili ma strozzature burocratiche che ne rendono difficile un impiego rapido”.

“Lo dico qui, davanti a molte fasce tricolori, le comunità locali: noi – ha proseguito il premier – cercheremo di fare ancora meglio rispetto all’impegno che abbiamo avuto in questi mesi, perché siamo consapevoli che la condizione di difficoltà rimane, le ferite sono ancora aperte. Faremo ogni sforzo nel decreto fiscale e nella legge di bilancio per fare ulteriori passi avanti”. Il presidente del Consiglio ha fatto riferimento in particolare alle “procedure per le gare di appalto” e ad uno sforzo per mettere a disposizione “ulteriori risorse per la ricostruzione delle strutture pubbliche”.

“Accettare lo spopolamento – ha insistito Gentiloni – sarebbe rinunciare a un pezzo fondamentale dell’identità italiana”. “Noi – ha sottolineato il premier – stiamo lavorando non solo per fronteggiare un’emergenza, ma anche per mantenere e valorizzare i tratti caratteristici di un pezzo fondamentale dell’identità italiana: borghi, città, paesaggi” colpiti dal terremoto, che Gentiloni conosce bene anche perché, ha ricordato, qui affondano le radici della sua famiglia.

“Con la sua capacità di restare aperta questa Università ha dato un segnale di speranza al Paese”, ha poi detto Gentiloni. “Grazie per non aver mai chiuso le vostre aule, per aver continuato a lavorare, a insegnare, e ad aver aumentato addirittura le iscrizioni”.”Quando voi dite ‘il futuro non crolla’ date un contributo straordinario a rimarginare non solo le fratture della vostra università ma anche le cicatrici che la circondano. Il Governo considera Unicam una bandiera”. Il premier ha ringraziato l’impegno del Ministero dell’Istruzione e dell’Università per la riapertura dell’ateneo dopo il sisma del 2016, le Province di Bolzano e Trento che stanno lavorando per realizzare a Camerino un nuovo studentato per 450 studenti e ha aggiunto che il Governo “riutilizzerà 27 edifici militari abbandonati per creare qui una città dei beni culturali”. “Una scommessa”, l’ha definita Gentiloni, “per valorizzare la nostra identità”.

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