Home Politica Di Maio sbeffeggia Renzi: “Niente confronto, il Pd è morto”

Di Maio sbeffeggia Renzi: “Niente confronto, il Pd è morto”

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Di Maio vs Renzi non si farà più. Era tutto pronto: domani sera, su La7, al programma Di Martedì, si sarebbe dovuto tenere il confronto politico tra i due probabili candidati premier per le prossime elezioni politiche. Solo che, dopo il risultato elettorale di ieri in Sicilia, Di Maio, il candidato premier designato per il Movimento 5 Stelle, ha cambiato idea e non parteciperà al dibattito con il segretario del Partito Democratico. Alla base di questa scelta c’è la debacle del PD e quindi di Renzi. Quindi, secondo Di Maio, non vale neanche più la pena confontarsi con un avversario politico che è sull’orlo del precipizio. Ecco le parole di Di Maio e la reazioni di Renzi:

“Avevo chiesto il confronto con Renzi qualche giorno fa – dice Di Maio -, quando lui era il candidato premier di quella parte politica. Il terremoto del voto in Sicilia – scrive Di Maio in un post su Fb – ha completamente cambiato questa prospettiva. Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione. Il Pd è politicamente defunto. A quello che leggo oggi sui giornali in interviste di esponenti Pd, non sappiamo neanche se Renzi sarà il candidato premier del centrosinistra. Anzi, secondo le ultime indiscrezioni riportate dai media, a breve ci sarà una direzione del Pd dove il suo ruolo sarà messo in discussione. Il nostro competitor – sottolinea – non è più Renzi o il Pd. Combattiamo contro l’indifferenza che genera l’astensione”.

Renzi su Twitter ha risposto così al grillino: “Di Maio: hai scelto la data, la TV, il conduttore. E adesso scappi? Un #leader non fugge. Ci vediamo domani da Floris a La7, ore 21.30”.

“Da domani – scrive ancora Di Maio su Fb – sono al lavoro per portare il MoVimento 5 Stelle tra quattro mesi davanti al Presidente della Repubblica per ricevere l’incarico di Governo. Questo fine settimana vado a Washington per incontri al Congresso e al Dipartimento di Stato. Siate orgogliosi di quello che abbiamo fatto”. “Siamo il primo Movimento d’Europa e se alle regionali e alle comunali abbiamo oltre il 30% – osserva il vicepresidente della Camera – possiamo arrivare ben oltre alle politiche. Adesso incrociamo le dita e aspettiamo il nome del Presidente della Regione Siciliana”.