Home Economia Tari, nel 2018 i Comuni liberi di ‘svuotarci’ le tasche

Tari, nel 2018 i Comuni liberi di ‘svuotarci’ le tasche

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3d people – man, people push up word “tax”

La Tari è una delle tasse più odiose che i cittadini italiani devono corrispondere ad uno Stato sempre più ingordo e sempre meno interessato a restituire i soldi sotto forma di servizi. Per molti Comuni italiani, dopo la crisi economica del 2008 e in seguito allo scellerato patto di stabilità, hanno sempre meno soldi da spendere e quei pochi che rimangono spesso non possono essere ri-dati alla comunità. Quindi alcune tariffe, come appunto la Tari, diventano giocoforza vere e proprie tasse da aumentare a piacimento a seconda di quanti soldi servono per coprire i vari buchi di bilancio. A testimonianza di quanto appena detto, nell Ddl del bilancio appena varato dal governo nella finanziaria, per il 2018 l’esecutivo a prorogato il blocco di quasi tutti i tributi comunali, tranne appunto, che alcune gabelle più dolorose per le nostre tasche, come la Tari.

Tari non pagata: conseguenze

La prima conseguenza in caso di pagamento in ritardo della Tari è l’applicazione degli interessi di mora. Questi variano in base all’entità del ritardo stesso. Vediamo in che misura:

pagamento della Tari entro i primi 14 giorni: si paga una mora dello 0,2% per ogni giorno di ritardo;
pagamento da 15 a 30 giorni di ritardo: scatta una sanzione fissa del 1,5% dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale;
pagamento dal 31° al 90° giorno: la mora sale al 1,67% dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale;
dal 91° giorno fino a un anno, c’è una sanzione fissa del 3,75% dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale;
se il contribuente paga la Tari dopo un anno, oltre all’importo dovuto a titolo di tassa sui rifiuti si applica una sanzione pari al 30% dell’imposta.