Home Altre News Victoria Cabello: ho vissuto 3 anni da incubo per una malattia

Victoria Cabello: ho vissuto 3 anni da incubo per una malattia

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Ormai da alcuni anni eravamo abituati a vedere Victoria Cabello imperversare sui canali televisivi. Sciolta, simpatica, autoironica, la conduttrice e showgirl si era ritagliata un ruolo importante all’interno dei programmi del tubo catodico. Poi, improvvisamente, la scomparsa dalla scene. E questo a causa di una malattia invalidante poco conosciuta in Italia ma non nel mondo (negli Usa è conosciuta grazie al fatto che ad esserne vittima è stata la modella Bella Hadid), la Lyme. Eccola ritornata ora, finalmente guarita, e con nuovi progetti da portare avanti:

Ora ho deciso di fare solo cose che mi divertono. All’inizio mi sentivo tremendamente stanca, poi la cosa è andata peggiorando, ma non si arrivava a una diagnosi. Del resto sono sempre stata un po’ avanti: anche in questo caso sono il primo personaggio pubblico in Italia ad aver sofferto di questa malattia. Resto un trend setter. Sono diventata la Carlo Verdone (noto ipocondriaco, ndr) dei parassiti: so tutto. Una sera, ubriaca, ho anche comprato un dominio: The Health Pusher. E ora sogno un programma di medicina con Luciano Onder”.

La conduttrice introdurrà le puntate del cartone Monchhichi con dei mini tutorial in cui spiegherà usi e costumi di questo Paese, dall’alfabeto al karaoke: “Ero talmente fan dei Monchhichi che quando mi hanno proposto questo progetto sono caduta dalla sedia. Ho detto subito sì — racconta —. Ha risposto la bambina che c’è in me. E appena ne ho parlato con le amiche, mi hanno iniziato a bombardare di foto, ognuna con il suo pupazzo Monchhichi. La sfida era rivolgermi a un pubblico che non è il mio solito, ma l’ho fatto trattando i bambini non da piccoli ma da persone”.

Continua la Cabello: “In tv vedo molti format e poco spazio alla creatività, all’intrattenimento che piace a me. L’unico che non perdo mai è Costantino della Gherardesca. Poi, sì, sono pazza di Ballando con le stelle e di Mariotto, ma questo è un altro discorso. In generale però, la mia attenzione è un po’ andata altrove ultimamente. Ho scritto una serie tv, due nuovi programmi, un mokumentary. Nel 2013 ho prodotto un documentario sulla Siria (Border), andato al festival di Toronto. Poi voglio scrivere un libro e, assolutamente, diventare un’influencer entro i 45 anni”.

“Ho sempre continuato a ricevere offerte in questo periodo – termina la Cabello -, ma credo che le carriere migliori si costruiscano sui no e non ho l’ansia dello stare fuori dal giro. Questa esperienza mi ha divertita moltissimo, e non parliamo della gioia nel cantare la sigla: l’ho fatto sentendomi Cristina D’Avena. Del resto, ora che ci rifletto, uno dei miei altri sogni da bambina, mentre guardavo Bim Bum Bam, era essere Paolo Bonolis. Tutto torna”.