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Unimpresa: tra il 2017 e il 2020 le tasse saliranno di 80,9 miliardi

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Uninmpresa (Unione nazionale di Imprese), è un’associazione attiva ormai da alcuni anni sul territorio italiano che rappresenta le micro, piccole e medie imprese così come individuate dalle norme dell’Unione Europea (regolamentazione del 6/5/2003 n. 1422), che operano nei diversi settori dell’attività primaria, secondaria e terziaria esistenti. In tale contesto Unimpresa ha un nutrito database di informazioni dove, tramite la diffusione di comunicati stampa, aggiorna i vari soggetti interessati sulle varie manovre ecomiche effettuate, in questo caso, dal Governo centrale. Ecco gli aspetti più significativi della nota riguardo l’aumento delle tasse:

“L’Operazione fact checking sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza approvato dal consiglio dei ministri il 23 settembre. In aumento tasse e spesa pubblica. Il rapporto dell’associazione svela che le entrate sfonderanno il muro degli 800 miliardi nel 2017. Gettito tributario in salita da 495 miliardi del 2016 a 544 del 2020 (504 miliardi nel 2017, 521 miliardi nel 2018, 534 miliardi nel 2019). Pressione fiscale stabile sopra il 42% del pil. Niente spending review: le uscite del bilancio dello Stato saliranno complessivamente nel quadriennio in esame di circa 30 miliardi rispetto allo scorso anno: in crescita la spesa corrente, ferma al palo quella per investimenti. Sale anche il costo del lavoro con i contributi sociali e previdenziali in salita di 27 miliardi.

Il vicepresidente Pucci di Unimpresa ha così commentato le ‘azioni’ del Governo: “I numeri smascherano le prese in giro, siamo stufi. Le imprese avrebbero bisogno di pagare meno tasse e invece ne pagheranno sempre di più, ci sarebbe bisogno di una revisione della spesa pubblica e invece aumenteranno gli sprechi. Servirebbe uno Stato snello che spende solo per le grandi opere e riduce le entrate al minimo indispensabile. Il Def aggiornato ci dice che il governo va nella direzione opposta: tassa e spende inutilmente”.