Home Cronaca Alessio Boni: “Anche io desiderio sessuale di un potente di Hollywood”

Alessio Boni: “Anche io desiderio sessuale di un potente di Hollywood”

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Alessio Boni, uno dei bravi e belli del cinema italiano, in occasione di un incontro all’agenzia di stampa Adnkronos per parlare del suo ultimo lavoro “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi, ha racconto come anche lui sia stato vittima del desiderio sessuale di un potente produttore di Hollywood. Il racconto di Alessio Boni va sulla scia delle ormai decine di denunce che sono arrivate nei confronti di Weinstein, per decenni uno dei più importanti produttori di film Usa, le cui perversioni furono rivolte anche alla nostra attrice italiana Asia Argento. Ecco il racconto di Alessio Boni rispetto a quella brutta esperienza a Los Angeles:

“E’ successo anche a me una volta, una sola volta nella vita, che un potentissimo produttore americano volesse andare oltre con me. Gli ho detto di no, poi è finita lì. Sono contento che se ne stia parlando, ma mi chiedo perché non sia stato fatto prima. A volte accade che il predatore sia così abile da far sì che la preda dopo si senta addirittura sporca, quanto chi gli ha fatto le avance, e non parli con nessuno di quanto accaduto”.

“Aborro qualsiasi tipo di violenza ma bisogna stare attenti a queste dinamiche, c’è chi ci marcia ma c’è chi è veramente vittima. Penso a una ragazza sottomessa in fragilità da un uomo di potere che non ha la forza, la capacità di reagire. E’ anche quello un abuso, non solo fisico ma psichico. Non se ne può parlare con leggerezza. Si può anche avere la forza di reagire e dire no, come ho fatto io. Ma c’è anche chi non ce la fa. E’ una dinamica psicologica molto delicata”.

Quanto al film di Carrisi, ecco cosa dice Boni: “Io lo dico ai miei studenti quando parlo di romanzi nel film. ‘Non è il bene che attrae ma è il male che fa il successo di un’opera’ – dice l’attore – Questo è un film non ipocrita, spietato in modo onesto. E la cosa che angoscia di più quando lo vai a vedere è che non tira in mezzo i servizi segreti ma il paesino dove puoi abitare anche tu. E il mostro può essere chiunque. Questo ti angoscia”. “Il male è un indotto spaventoso, la catastrofe fa soldi, è inutile girarci intorno”, sottolinea Boni definendo “la storia di Anna Lou perfetta per far scatenare i media. Eccolo lì il talk show, tutti davanti alla tv. Donato ha guardato in faccia la realtà e l’ha messa lì, non ha esasperato nulla”.

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